Hamza Roberto Piccardo

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Hamza Roberto Piccardo translation for Surah Ar-Rahman — Ayah 78

55:78
تَبَٰرَكَ ٱسۡمُ رَبِّكَ ذِي ٱلۡجَلَٰلِ وَٱلۡإِكۡرَامِ ٧٨
Sia benedetto il Nome del tuo Signore, colmo di Maestà e di Magnificenza.1 Lett. «gli ha insegnato il “bayân”», cioè il discorso chiaro ed esauriente.2 «le stelle e gli alberi»: è anche possibile tradurre «l’erbe e l’albero». Oltre alla loro connaturata sottomissione al loro Signore (gloria a Lui l’Altissimo) queste creature si prosternano sorgendo e tramontando (le stelle) con la loro ombra e volgendosi verso il sole (le erbe e gli alberi).3 Secondo la maggior parte dei commentatori coloro ai quali viene rivolta questa domanda, che si ripete ben volte in questa sura, sono gli uomini e i dèmoni. Riferisce una tradizione che un giorno l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) recitò questa sura davanti ai suoi compagni e poi disse loro di averla salmodiata nella notte in cui predicò ai dèmoni. Essi ascoltarono con attenzione e ogniqualvolta udivano questo versetto rispondevano: «Signor nostro, non neghiamo nessuno dei benefici, Tu sei il Sapiente».4 Racconta la tradizione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) plasmò l’uomo con l’argilla e poi lo lasciò ad asciugare. Durante tutto questo periodo Iblìs, che avrebbe poi disobbedito rifiutando di prosternarsi davanti ad Adamo (vedi II, 30-34), colpiva la figura di argilla ed essa risuonava come «i vasi che il vasaio rigira per farli asciugare e che cozzano tra loro» (Tabarì).5 Nel suo moto apparente il sole si leva in autunno/inverno a sud-est e tramonta a sud- ovest mentre in primavera/estate si leva a nord-est e tramonta a nord-ovest. Questa l’esegesi classica di questo versetto. Naturalmente altri significati che si riferiscono alla contemporanea pregnanza divina nel mondo terreno e in quello invisibile, in questa vita c nell’altra, non sono esclusi né escludibili.6 Possono essere le acque piovane e quelle dei fiumi, laghi, mari, oppure quelle dolci e quelle salate, o ancora quelle dell’Atlantico e del Mediterraneo.7 L’oceanografia ha stabilito che i mari si compenetrano solo apparentemente e che ogni mare ha sue peculiari caratteristiche per quanto riguarda salinità, densità, temperatura. In realtà esistono delle vere e proprie barriere, di cui si è avuta la prova (utilizzando ad esempio la fotografia all’infrarosso). Quando le acque oltrepassano queste barriere, si trasformano e assumendo le caratteristiche del mare in cui sono confluite, «diventano» il mare in cui sono confluite.8 «[solo] rimarrà il Volto del tuo Signore»: nel senso dell’eternità della realtà divina (vedi XXVIII, e la nota).9 L’attività divina è continua, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) non è indifferente alle vicissitudini delle Sue creature. La Sua presenza e la Sua opera governano il creato in modo dinamico.10 «o due pesi»: gli uomini e i dèmoni.11 « cuoio rossastro »: anche « come olio infuocato »12 Tutto sarà evidente a tutti e per tutti parleranno i registri delle azioni, ognuno porterà in sé i segni delle sue colpe (vedi anche vers. e non ci sarà scampo per i peccatori.13 «Quelle bianche dai grandi occhi scuri», questo è il significato del termine arabo «hurì».
Footnotes
  • [1]

    L’oceanografia ha stabilito che i mari si compenetrano solo apparentemente e che ogni mare ha sue peculiari caratteristiche per quanto riguarda salinità, densità, temperatura. In realtà esistono delle vere e proprie barriere, di cui si è avuta la prova (utilizzando ad esempio la fotografia all’infrarosso). Quando le acque oltrepassano queste barriere, si trasformano e assumendo le caratteristiche del mare in cui sono confluite, «diventano» il mare in cui sono confluite.

  • [2]

    Lett. «gli ha insegnato il “bayân”», cioè il discorso chiaro ed esauriente.

  • [3]

    «le stelle e gli alberi»: è anche possibile tradurre «l’erbe e l’albero». Oltre alla loro connaturata sottomissione al loro Signore (gloria a Lui l’Altissimo) queste creature si prosternano sorgendo e tramontando (le stelle) con la loro ombra e volgendosi verso il sole (le erbe e gli alberi).

  • [4]

    Secondo la maggior parte dei commentatori coloro ai quali viene rivolta questa domanda, che si ripete ben 30 volte in questa sura, sono gli uomini e i dèmoni. Riferisce una tradizione che un giorno l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) recitò questa sura davanti ai suoi compagni e poi disse loro di averla salmodiata nella notte in cui predicò ai dèmoni. Essi ascoltarono con attenzione e ogniqualvolta udivano questo versetto rispondevano: «Signor nostro, non neghiamo nessuno dei benefici, Tu sei il Sapiente».

  • [5]

    Nel suo moto apparente il sole si leva in autunno/inverno a sud-est e tramonta a sud- ovest mentre in primavera/estate si leva a nord-est e tramonta a nord-ovest. Questa l’esegesi classica di questo versetto. Naturalmente altri significati che si riferiscono alla contemporanea pregnanza divina nel mondo terreno e in quello invisibile, in questa vita c nell’altra, non sono esclusi né escludibili.

  • [6]

    Possono essere le acque piovane e quelle dei fiumi, laghi, mari, oppure quelle dolci e quelle salate, o ancora quelle dell’Atlantico e del Mediterraneo.

  • [7]

    «[solo] rimarrà il Volto del tuo Signore»: nel senso dell’eternità della realtà divina (vedi XXVIII, 88 e la nota).

  • [8]

    Tutto sarà evidente a tutti e per tutti parleranno i registri delle azioni, ognuno porterà in sé i segni delle sue colpe (vedi anche vers. 41) e non ci sarà scampo per i peccatori.

  • [9]

    L’attività divina è continua, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) non è indifferente alle vicissitudini delle Sue creature. La Sua presenza e la Sua opera governano il creato in modo dinamico.

  • [10]

    «o due pesi»: gli uomini e i dèmoni.

  • [11]

    « cuoio rossastro »: anche « come olio infuocato »

  • [12]

    «Quelle bianche dai grandi occhi scuri», questo è il significato del termine arabo «hurì».

  • [13]

    Racconta la tradizione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) plasmò l’uomo con l’argilla e poi lo lasciò ad asciugare. Durante tutto questo periodo Iblìs, che avrebbe poi disobbedito rifiutando di prosternarsi davanti ad Adamo (vedi II, 30-34), colpiva la figura di argilla ed essa risuonava come «i vasi che il vasaio rigira per farli asciugare e che cozzano tra loro» (Tabarì).