L’esegesi non è concorde a proposito dell’interpretazione del soggetto, femminile e plurale dell’invocazione iniziale compresa nei verss.-7. Secondo i più si tratterebbe di venti, altri ritengono che siano angeli, altri ancora nuvole, mentre alcuni riferendosi particolarmente ai verss. 3-6 avanzano l’ipotesi che siano piuttosto le stesse «ayât» (i versetti del Corano). Ognuna di queste tesi è credibile e non esclude le altre dando (gloria ad Allah!) un’ulteriore dimostrazione della grande intensità dei significati del Sublime Corano.
«che separano con esattezza… [il vero dal falso].»
«e le montagne saranno disperse [come polvere].»
«e sarà indicato il momento ai Messaggeri! [di presentarsi perla loro testimonianza j…». I profeti testimonieranno di aver trasmesso agli uomini la parola di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e renderanno in tal modo vane le loro scuse.
«Giorno della Decisione»: «yaum al fasli», uno dei nomi del Giorno del Giudizio.
Questo versetto si ripete dieci volte nella sura e ne costituisce ritmicamente il motivo conduttore.
«un liquido vile»: lo sperma, la cui fuoriuscita determina impurità maggiore da rimuovere con abluzione completa (ghusl), questo il senso dell’aggettivo vile; anche: infimo, banale, abbietto.
«in un sicuro ricettacolo»: l’utero materno.
Per la durata della gestazione.
La dolcezza dell’acqua delle fonti di alta montagna è addirittura proverbiale, il versetto vi accenna con precisione e delicatezza.
Nella maggior parte delle versioni in francese e in italiano la traduzione di questi due versetti parla di «scintille grandi come castelli e cammelli gialli». Noi abbiamo preterito riferirci ad un’ipotesi dell’esegesi classica (Tabarì XXIX, 240-241-242) suffragata da un hadith riferito dai -Bukhârî che ci sembra più consona allo stile e alla logica coranica.
«godete un poco»: in questa vita terrena.
«Inchinatevi»: nell’orazione. Vedi Appendice 2.