Hamza Roberto Piccardo

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Hamza Roberto Piccardo translation for Surah Al-Qasas — Ayah 15

28:15
وَدَخَلَ ٱلۡمَدِينَةَ عَلَىٰ حِينِ غَفۡلَةٖ مِّنۡ أَهۡلِهَا فَوَجَدَ فِيهَا رَجُلَيۡنِ يَقۡتَتِلَانِ هَٰذَا مِن شِيعَتِهِۦ وَهَٰذَا مِنۡ عَدُوِّهِۦۖ فَٱسۡتَغَٰثَهُ ٱلَّذِي مِن شِيعَتِهِۦ عَلَى ٱلَّذِي مِنۡ عَدُوِّهِۦ فَوَكَزَهُۥ مُوسَىٰ فَقَضَىٰ عَلَيۡهِۖ قَالَ هَٰذَا مِنۡ عَمَلِ ٱلشَّيۡطَٰنِۖ إِنَّهُۥ عَدُوّٞ مُّضِلّٞ مُّبِينٞ ١٥
Avvenne che, entrando in città in un momento di disattenzione dei suoi abitanti1, trovò due uomini che si battevano, uno era dei suoi e l’altro uno degli avversari2. Quello che era dei suoi gli chiese aiuto contro l’altro dell’avversa fazione: Mosè lo colpì con un pugno e lo uccise. Disse [Mosè]: «Questa è certamente opera di Satana! È davvero un nemico, uno che svia gli uomini».
Footnotes
  • [1]

    «in un momento di disattenzione»: riferisce il Tabarî (xx, 43-46) che Mosè era stato esiliato dalla capitale Memphis e vi rientrò di nascosto nell’ora più calda della giornata quando tutti quanti, anche le guardie alle porte, si lasciavano prendere dal torpore pomeridiano. Le ragioni del suo esilio non sono ben chiare ma pare che si fosse messo più volte in contrasto con il re a causa della condizione in cui erano costretti a vivere i Figli di Israele e per questioni attinenti la religione degli egiziani.

  • [2]

    Questa precisazione a proposito dei due contendenti rende evidente che Mosè era a conoscenza della sua origine e che egli considerava gli egiziani come suoi nemici. L’allocuzione che abbiamo tradotto con «uno era dei suoi», è «min scì ‘atihi» che significa lett. «della sua fazione».