Nell’intimo delle sue intenzioni nessuno può essere costretto ad alcunché, pertanto è sempre piena e pregnante la responsabilità di ogni uomo. Allah ci giudicherà per le intenzioni che hanno informato le nostre azioni e quindi non avremo alcun premio per un bene che sarà risultato da circostanze a noi estranee e di cui saremo stati inconsapevoli protagonisti, come non saremo castigati per un male o un’omissione che non è dipesa dalle nostre intenzioni. Disse l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui): «Tutte le azioni sono valutate solo per la “niyya” (l’intenzione). Ognuno non avrà che il valore della niyya delle sue opere». In definitiva non sarà per la realtà contingente dei fatti compiuti che saremo giudicati, questi possono essere molto diversi dalle nostre intenzioni, essi appartengono all’Altissimo (gloria a Lui) e seguono un disegno imperscrutabile, le intenzioni invece ci appartengono e di esse siamo assolutamente responsabili. Tutto ciò non deve assolutamente essere inteso come una diminuzione di responsabilità da parte dell’uomo anzi, l’attenzione costante e puntuale all’intenzione (la «niyya») si traduce, nel credente, in un atteggiamento di lucida presenza a se stesso, teso alla realizzazione del bene e alla prevenzione del male, scevro da ogni fatalismo, pigrizia e indifferenza.